4 aprile 2018

PAROLE DA CANTARE, I TEMPI STANNO PER CAMBIARE

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PAROLE DA CANTARE, I TEMPI STANNO PER CAMBIARE - Due incontri con Angela Scalvini e Giovanni Peli


Nell'ambito della rassegna Benessere Partecipato 2018 - Un'altra poesia, il Sistema Bibliotecario Ovest Bresciano vi invita a partecipare a due eventi dedicati alla musica e alla poesia:




Per l'occasione abbiamo voluto presentarvi al meglio i nostri due ospiti: 


Giovanni Peli e Angela Scalvini



Giovanni Peli

Non è solo il nostro bibliotecario di Zone ma anche chitarrista, cantautore e autore bresciano. 

Ha scritto sia in poesia che in prosa, in italiano e in dialetto, per adulti e per bambini. Nel 2015 ha fondato la Microcasaeditrice Lamantica Edizioni con la traduttrice Francesca Cremaschi. 

Tra i suoi lavori ricordiamo i più recenti: 
  • il disco Gli altri mai pubblicato da Ritmo&blu Ed. Mus;
  • il romanzo breve Il candore pubblicato da Oèdipus Edizioni;
  • il testo poetico Onore ai vivi pubblicato da Lamantica Edizioni.


Angela Scalvini
 
Nome d'arte Angela Kinczly, è chitarrista, cantautrice, insegnante di chitarra e di lingue, bresciana di origini ungheresi. 
Collabora con diverse realtà locali tra cui Teatro 91.
Il suo ultimo EP, Tense Disorder, è uscito nel dicembre 2016. 





Ecco la nostra intervista a Giovanni Peli...




Ciao Giovanni, ci vuoi raccontare come è nato il progetto Parole da Cantare?

Nasce da una mia proposta per la prima edizione di Terre dell'Ovest, il festival organizzato dalle biblioteche del Sistema Ovest Bresciano.

Da allora (cioè quasi dieci anni!) questo progetto si propone di parlare di musica e canzoni sulla base delle tematiche scelte dai bibliotecari per il festival.

Si è parlato di canzoni italiane, brasiliane, l'anno scorso scandinave e molte altre ancora, sempre con riferimenti sia alle radici etniche delle canzoni folk, sia alle sonorità moderne del dopo Duemila. 

Ma non finisce qui! 

Parole da cantare è un progetto molto più articolato e complesso, che accompagna tutte le mie attività quotidiane e che viaggia anche per conto suo con l'organizzazione di concerti e letture.

(E qui vi invitiamo - se non lo avete ancora fatto - a seguire la pagina Facebook Parole da cantare)


Partiamo dalla prima serata. 

Sulla brochure di Benessere Partecipato si legge nella descrizione "laboratorio/lezione su come nasce una canzone".

Quindi....come nasce una canzone?

Si tratta di una domanda a cui è difficile dare una risposta pure nella sua semplicità. Per questo l'abbiamo usata come domanda di partenza per strutturare l'incontro di venerdì 6 aprile alla Biblioteca di Monticelli Brusati.

Per rispondere bisogna dare uno sguardo alla tradizione e analizzare almeno alcune delle tantissime canzoni che sono state scritte nella storia.

La canzone nasce con l'uomo e senz'altro scaturisce, come ogni arte, dalla necessità interiore di dover comunicare ciò che non sempre si riesce a dire con il linguaggio comune. 

Ma ovviamente questa è solo una parte della risposta. Non è facile tentare di dipanare una matassa che va dagli aedi dell'antica Grecia a Tiziano Ferro, passando per i Beatles e l'Inno di Mameli.


Che legame c'è tra canzone e poesia?

Tra canzone e poesia c'è un legame fortissimo e imprescindibile. Tuttavia nel corso degli anni questo rapporto si è spesso incrinato. 

Proprio questo sarà uno dei punti cardine della serata sui cui io e Angela ci soffermeremo, sperando che ne possa scaturire un bel dibattito, vivo e soprattutto costruttivo.


Quindi la canzone può essere considerata una forma di poesia?

Secondo me sì, anche se non dobbiamo dimenticare che è anche un genere musicale.


Al giorno d'oggi si scrivono ancora poesie? E soprattutto le si leggono ancora?

Sì, ci sono moltissimi poeti e molte case editrici che pubblicano opere di poesia. Anche i lettori sono più di quanto si pensi! 


Come avete deciso di strutturare questo incontro/lezione sulla musica?

Abbiamo deciso di dividerlo in due parti. Comincio io presentando la principale traccia che uso nei miei incontri su questo tema e poi farò alcuni esempi. 

Nella seconda parte Angela parlerà di musica ovviamente dal suo punto di vista.


Si ascolteranno delle canzoni durante la serata?

Assolutamente sì, ma non vi posso dire quali :)


Passiamo allora alla seconda serata, quella di sabato 7 aprile alla Sala Civica di Zone. Sarà un concerto sulla canzone e la poesia civile.

Cos'è per te la canzone civile?

La canzone e la poesia civile sono una particolare declinazione di queste arti. 

Civile significa impegnata. Le canzoni e le poesie che hanno come tema cardine il rapporto dell'uomo con la società possono definirsi probabilmente tutte civili. 

Ci sono molte canzoni e molte poesie scritte esattamente per un avvenimento o una situazione problematica: dall'apartheid, agli scioperi operai, dall'immigrazione al femminismo, dalla guerra al terrorismo...


Cosa si deve aspettare chi decide di partecipare al vostro concerto?

Una sequenza di canzoni e testi poetici sul tema dei diritti umani che testimoniano l'impegno civile di alcune figure di spicco del Secondo Novecento, tra cultura pop e "ufficiale", poesia italiana contemporanea e canzone d'autore americana.


Come si struttura il concerto?

Ci sarà un'alternanza di canzoni e poesie. Alcuni pezzi sono nostri ma per lo più suoneremo delle cover: canzoni di Cohen, Dylan, Baez, Fossati e altri.

Per le letture invece abbiamo scelto poeti italiani, da Gatto a Luzi, Giudici, Di Ruscio e altri ancora.


Sarà questa la scaletta della serata?

Certo che no. C'è molto molto altro...ma ovviamente anche questo è un segreto ;)





Ringraziamo Giovanni per questa breve intervista e vi aspettiamo venerdì 6 e sabato 7 rispettivamente a Monticelli Brusati e Zone


Qui sotto la locandina degli eventi completi della rassegna Benessere Partecipato 2018 - Un'altra poesia!






A presto!



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